Il rifugio Salvin

Agriturismo montano ed enogastronomia

Una pausa rigenerante tra pascoli di montagna e natura incontaminata della Alta Valle del Tesso

L'edificio principale del rifugio riprende l’originale struttura di malga di montagna a due piani. Nel lato a monte del piano superiore si trova l’ingresso al bar ed al ristorante, con la cucina, la sala da pranzo riscaldata da un caminetto e i servizi igienici (uno attrezzato per disabili e fornito di fasciatoio).

Sempre su questo piano, lungo l’ala più lunga, si aprono verso il cortile le porte delle 8 camere che possono ospitare ciascuna da 4 a 2 persone con letto a castello e letto matrimoniale, di cui una attrezzata per disabili. Ogni camera è dotata di bagno privato con acqua calda e vengono fornite le lenzuola. Tutte le stanze sono riscaldate da termosifoni alimentati da una caldaia a legna e pannelli solari.

Di fronte a questo edificio se ne trova un secondo che ospita tavoli e panche, utilizzato come estensione del locale ristorante o per l'organizzazione di feste private o altre attività.

Verso il lato a valle si trova, al di sotto dal piano delle stanze e della sala da pranzo, quella che un tempo era la stalla e che oggi ospita i locali di lavoro per la produzione di formaggi e pane ed un ampio salone utilizzato per la le attività ricreative e, in caso di necessità, per ampliare ulteriormente la capienza del ristorante in caso di feste speciali.

La Baita Allen merita una menzione a parte. Si tratta di un edificio situato a pochi passi dal rifugio, ma completamente indipendente, che può essere affittato per week-end o settimane ed è fornito di cucina e piccolo frigorifero. Può ospitare da due fino ad un massimo di quattro persone.

Un meraviglioso panorama su Lanzo e Torino

La borgata montana di Salvin

Poco più a valle del rifugio si trovano la stalla e altri edifici, alcuni ristrutturati e altri no, che formano la borgata di Salvin. In origine si trattava di una tipica borgata montana utilizzata per l’alpeggio di quota ma nel 1985 nacque il rifugio, che in breve divenne anche agriturismo e fattoria didattica. Nel 2007 il rifugio, di proprietà di Giuseppe Tomasino e Susan Allen, è stato completamente rinnovato e si stanno via via ristrutturando le baite che lo contornano.

Alcune curiosità:

Nella borgata Salvin vengono allevate mucche e le caratteristiche Capre Fiorinà, una specie autoctona che ha rischiato l’estinzione prima di essere, finalmente riconosciuta e recuperata.

Nei dintorni, al Passo della Forchetta, un monumento ricorda i partigiani Michelangelo Peroglio e Mario Marino che nel 28 aprile 1944 sacrificarono la propria vita per proteggere la ritirata dei propri compagni, sorpresi da una pattuglia nazifascista.