Tour del Salvin

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Tour del Salvin

Tour ad anello passante dal rifugio Salvin.

Itinerario:

Località di partenza: Chiaves
Dislivello: 850 metri effettivi
Tipo: asfalto 7,20 Km (34%) – sterrato 14,05 (66%)
Non ciclabile: < 2,62 Km (12%)
Accesso: da Lanzo Torinese (raggiungibile facilmente da Torino con la “direttissima” delle Valli di Lanzo) si prosegue per Monastero e poi per Chiaves, nella cui piazza si parcheggia la vettura.

Descrizione:

l’itinerario presenta una consistente parte su sentiero non ciclabile che sara’ sicuramente poco apprezzata da quei biker che amano solo ed esclusivamente pedalare. In tal caso, basta limitare l’escursione al Rifugio e rientrare seguendo la medesima strada della salita. Cosi’ facendo, nonostante un leggero incremento della lunghezza e del dislivello (22,84 Km complessivi – 860 metri totali) si riduce decisamente la difficolta’ (B.C.). Dalla piazza procediamo verso Monastero. Superata la frazione S. Giorgio, presso un tornante dove e’ la cappella di S. Grato (2,56 Km), si devia seguendo le indicazioni per Mecca. Dopo un rettilineo si affrontano alcuni tornanti. Nei pressi del quinto, quando la strada va a terminare poco piu’ avanti tra le case della frazione, si devia su sterrato seguendo i cartelli per il rifugio (3,65). Molte delle abitazioni di Mecca e della sottostante Barra vennero incendiate dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale in quanto considerate basi dei partigiani. Cosi’ come avvenuto per la strada del lago di Monastero, anche qui sono stati asfaltati, ultimamente, numerosi tratti, fortunamente in maniera piu’ contenuta. Il manto, del tipo “ecologico”, risultata ricoperto da una ghiaietta che in discesa si puo’ rivelare molto insidiosa soprattutto in caso di brusche frenate od in presenza di pioggia. Risaliamo dunque il lato destro idrografico della valle del rio Tesso raggiungendo una fontana ed il bivio per la vicina borgata Marsaglia (8,78). Merita spendere alcuni minuti per dare un’occhiata al Santuario dedicato all’Assunzione di Maria Vergine, edificato in stile barocco (forse per mano di maestri luganesi) tra il 1771 ed il 1778 probabilmente su una preesistente cappella o pilone votivo. All’interno presenta degli interessanti affreschi con episodi tratti dai Vangeli ed una cospicua collezione di circa quattrocento ex-voto che illustrano i mutamenti sociali e gli avvenimenti storici degli ultimi tre secoli (particolarmente significativi quelli che rappresentano vicende belliche comprese tra la prima guerra d’indipendenza e la seconda guerra mondiale). Un tempo il luogo era meta dei pellegrini che, dai villaggi circostanti, arrivavano qui per invocare alla Madonna il bello od il brutto tempo. Oggi, i fedeli si ritrovano il 15 agosto per una grande festa che prevede, al termine delle funzioni religiose, la messa all’asta dei doni portati dai convenuti al fine di raccogliere fondi per la conservazione dell’edificio ed il classico pic-nic sui prati circostanti con la distribuzione della polenta concia. Si riprende con una breve ma ripida rampa dopo la quale si ignora una carrareccia che si immette da sinistra (9,08). Arrivati con molta fatica in cresta, si raggiunge, tra i prati, il rifugio Salvin (11,42). A monte della costruzione, si evita il sentiero segnalato “3R – Lago di Monastero” e si segue la carrareccia indicata “3R Menulla – Rif. S. Giacomo”. La sigla sta per “3 Rifugi” ed indica un percorso escursionistico ideato dalla sezione di Lanzo del CAI che tocca, oltre al Salvin, la Baita S. Giacomo ed il Peretti- Griva al Monte Angiolino. Lasciata una traccia meno marcata sulla sinistra (11,95), il cammino diventa sentiero (12,07), piuttosto stretto, tanto che sovente diventa difficile procedere anche con la bici al fianco (il tutto dura circa una cinquantina di minuti). I segnavia (due strisce rosse ai lati ed una gialla al centro con la sigla) sono numerosi ed evitano ogni dubbio. Con alcuni saliscendi, si guadano numerosi piccoli corsi d’acqua. Superate due baite (13,83), il sentiero confluisce su una carrareccia dove rimontiamo nuovamente in sella (14,20), guadagnando l’ampia sterrata proveniente da Chiaves (14,66). Con essa saliamo al vicino Passo della Forchetta (15,00) dove e’ presente un monumento dedicato alla memoria di Michelangelo Peroglio e Mario Marino, rispettivamente medaglia d’oro e di bronzo al valore militare: il 28 aprile del 1944, la loro pattuglia venne sorpresa da un rastrellamento dei nazifascisti presso il Roc del Gal. Rimasti feriti, essi sacrificarono la propria vita per consentire la ritirata dei propri compagni. Il punto, a cavallo della Val Grande e Tesso, e’ in splendida posizione panoramica: sul fondo della vallata, notiamo la cittadina di Ceres con l’evidente viadotto ferroviario; sopra questa, su uno sperone roccioso, il Santuario di Santa Cristina. Dal passo, imbocchiamo il sentiero “3R S. Giacomo”. Per evitare cadute, si consiglia di prestare attenzione a non uscire con le ruote dallo stesso. Passato un ripetitore (15,14), si tocca dapprima un vecchio alpeggio e quindi il pilone Santa Barbara che precede l’omonima costruzione (15,84). Scesi al vicino Colle S. Giacomo andiamo a sinistra (16,05). Superato un cancello si e’ sulla strada proveniente da Chiaves (16,60). Si va a destra per una cinquantina di metri, quindi si svolta su una carrareccia incontrando presto il sentiero 3R indicato da un cartello in legno con scritta “Sistina” (16,69). Sono circa 500 metri non ciclabili che richiedono meno di 10 minuti. L’alternativa e’ seguire la strada abbandonata poco prima che risulta pero’ tutta asfaltata. Raggiunta una lapide ed un vecchio pilone, il sentiero piega a sinistra, guadagna un prato, scende verso alcuni massi per poi svoltare ancora a sinistra, rientrando nel bosco. Dopo un guado si affronta un tratto dalla pendenza molto accentuata. Raggiunta una baita (17,18), incontriamo una carrareccia con la quale arriviamo al pilone Mecca. Da questo, su asfalto (19,19), scendiamo alla rinomata Fontana Sistina (19,86) e, lasciata la deviazione per Cresto ed il Passo della Croce (20,97), alla piazza di partenza (21,25).